Napolitano contro l'antipolitica
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel giorno delle celebrazioni per la Liberazione ha parlato da Piazza del Popolo a Pesaro. Il capo dello stato ha detto: "Dinanzi alla crisi che ha investito l'Italia e l'Europa, abbiamo bisogno di attingere alla lezione di unità nazionale che ci viene dalla Resistenza e abbiamo bisogno della politica come impegno inderogabile". Leggi ll Cav. recupera “Tutti per l’Italia”, Casini permettendo di Salvatore Merlo - Leggi Cherchez Grillo, l’irresistibile Grillo di Giuliano Ferrara - Leggi Tre rimedi per salvare la politica di Salvatore Merlo - Guarda Le cariche dello stato per la Liberazione
8 AGO 20

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel giorno delle celebrazioni per la Liberazione ha parlato da Piazza del Popolo a Pesaro. Il capo dello stato ha detto: "Dinanzi alla crisi che ha investito l'Italia e l'Europa, abbiamo bisogno di attingere alla lezione di unità nazionale che ci viene dalla Resistenza e abbiamo bisogno della politica come impegno inderogabile. Occorre impegnarsi perché dove si è creato del marcio venga estirpato, perché i partiti ritrovino slancio ideale, tensione morale, capacità nuova di proposta e di governo".
Poi sul finanziamento pubblico ai partiti e l'atmosfera di antipolitica che si avverte in Italia ha detto: "Diversi partiti sono scomparsi, altri si sono trasformati, ne sono nati di nuovi e tutti hanno mostrato limiti e compiuto errori, ma rifiutarli in quanto tali dove mai può portare. Oggi si sono create condizioni più favorevoli anche per definire norme che sanciscano o regole di trasparenza e democraticità nella vita dei partiti, compresi nuovi criteri, limiti e controlli per il loro finanziamento" [leggi Perché la proposta Alfano sul finanziamento privato può fare strada]. Rivolgendosi ai segretari, che "non devono esitare e tardare a muoversi concretamente", ha detto: "I partiti facciano la propria parte, si rinnovino per non dare fiato alla cieca sfiducia contro i partiti e a qualche demagogo di turno".
Infine l'appello sulla legge elettorale: "E' necessaria una nuova legge che consenta ai cittadini di scegliere i rappresentanti in Parlamento e non di votare nominati dai partiti che debbono, rinnovandosi decisamente, fare la loro parte nel cercare di concretizzare risposte ai problemi più acuti, confrontandosi fattivamente con il governo fino alla conclusione naturale della legislatura".
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